I move so I am: l’arte di Gerrit van Dijk
Magma 2008 dedica al suo Presidente di Giuria una retrospettiva speciale intitolata I move so I am: l’arte di Gerrit van Dijk, comprendente otto cortometraggi di animazione realizzati dagli anni settanta ad oggi. Fra questi Pas a Deux e I move so I am, vincitori dell’Orso d’oro al Berliner Festspiele, e Sold out, premiato come migliore animazione a Magma 2007. La retrospettiva, suddivisa in tre brevi proiezioni, introduce il Concorso Internazionale nei giorni 12, 13 e 14 settembre alla Multisala Margherita.
I Corti:
12 settembre
Butterfly†1975 (1973) – 3.30
(insieme a Peter Brouwer)
Una protesta contro l’urbanizzazione che avanza. Una ripresa statica ritrae la storia di una farfalla il cui spazio vitale è sempre più ristretto a causa della costruzione di case e fabbriche. Il nuovo sviluppo invade rapidamente l’ambiente verde della farfalla, finché essa viene incorniciata e appesa al muro.
Janneke (1990) – 8.25
In una serie ininterrotta di disegni a gesso, viene ritratto il processo di procreazione che porta alla nascita di un bambino sullo sfondo di Das Lied von der Erde (Il Canto della Terra) di Gustav Mahler. Il film è un’ode alla creazione di una nuova vita e un omaggio alla figlia di Van Dijk, Janneke.
Sold Out (2007) – 8.00
(insieme a Marie Jose van der Linden)
Un tributo all’ormai ampiamente scomparsa stirpe di piccoli negozianti. Nell’arco di una sola giornata osserviamo la vita di una famiglia di classe media nel Brabante cattolico – nell’Olanda del Sud – durante gli anni sessanta e settanta del XX secolo. Un negozio rappresentava il centro dei rapporti sociali, lunghe ore lavorative, stipendio minimo e responsabilità condivise: l’intera famiglia lavorava all’interno del negozio. I figli crescevano e poi andavano via. Quest’unica giornata illustra la fine di tale tipo di attività familiare. A causa dell’avvento dei supermercati e della mancanza di successori, molti piccoli negozianti sono stati costretti a chiudere per sempre. Miglior animazione a Magma 2007
13 settembre
CubeMenCube (1975) – 10′
Film d’animazione surrealistico su due cubi che vengono alla luce su uno sfondo in costante cambiamento. I cubi attraversano il processo di crescita e d’invecchiamento. Si innamorano, fanno l’amore e creano nuovi cubi. L’idillio si conclude crudelmente in una guerra devastante.
Pas a deux (1988) – 5.40
(insieme a Monique Renault)
L’aspetto di due partner di danza cambia costantemente. Volteggiano innumerevoli figure e icone storiche; Tarzan viene intrappolato in un duetto con Biancaneve e il Papa danza con Giovanna d’Arco. Van Dijk ha disegnato le figure femminili, la Renault quelle maschili. Orso d’Oro al Festival di Berlino 1989
Frieze Frame (1991) – 4.40
Frieze Frame mostra il legame intimo e profondo di Van Dijk con le arti visive. Viene data vita a trentanove pitture dalla collezione del museo Franz Hals di Haarlem rimodellando le rappresentazioni dei dipinti in appassionati tableau e fondendoli l’uno con l’altro.
14 settembre
A good turn daily (1983) – 12.50
In A Good Turn Daily la ribellione e l’idealismo dei primi film di Van Dijk lasciano spazio ad un approccio più cinico. Un boy scout cerca di aiutare tutti coloro che incontra, ma prima ancora di poter offrire aiuto è già distratto dal problema successivo. Un misto di memorie storiche e film d’animazione; il film è una presentazione visiva di forme e tecniche d’animazione.
I move so I am (1997) – 8.20
Autoritratto in cui l’artista lotta contro il soggetto. Con la matita, disegna il proprio corpo con linee ininterrotte. Sullo sfondo appaiono immagini e frammenti sonori che influenzano l’opera, compresi ricordi personali e riferimenti ad altri artisti e opere. Orso d’Orso al Festival di Berlino 1998
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