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Magma 2010 - nona edizione

Con 513 corti iscritti provenienti da 48 paesi del mondo, la nona edizione di Magma si è tenuta dal 22 al 25 Luglio 2010: visto il successo dell'anno precedente, le proiezioni delle 31 opere selezionate si sono svolte nuovamente nel chiostro di San Domenico, nella tipica atmosfera di un’arena estiva. Alcuni dati hanno caratterizzato la selezione: dominava la vecchia Europa, Germania e Francia in testa rispettivamente con sette e sei cortometraggi, e spiccava la vitalità della Croazia, realtà in crescita; inoltre ha colpito l’eterogeneità della sezione animazione, con corti a basso e alto budget, che utilizzavano sofisticate tecniche di animazione 2d o 3d.
L’apertura del festival ha visto un omaggio speciale al presidente di giuria, Roberto Perpignani, montatore dall’esperienza quarantennale (ricordiamo, tra gli altri, il capolavoro di Bernardo Bertolucci Ultimo tango a Parigi, la maggior parte dei film dei fratelli Taviani, Il postino con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta, vincitore del David di Donatello come Miglior Montaggio). Della giuria hanno fatto parte anche il produttore Andrea De Micheli (presidente di Casta Diva Pictures, società leader internazionale nel campo della produzione audiovisiva), e la caporedattrice della storica Rivista del cinematografo, Marina Sanna.
“Per la vitalità incontenibile rappresentata con stile sicuro e grande direzione d’attori: mine antiuomo e bambini giocosi, sogni di libertà infranti, odiose barriere”: con questa motivazione la giuria del festival ha assegnato il Premio Lorenzo Vecchio a Habibi, produzione italo-libanese del regista italiano Davide Del Degan. Il corto racconta il viaggio attraverso i ricordi di un uomo che ritorna bambino.
Migliore corto narrativo è stato proclamato il francese La Carte, di Stefan Le Lay, storia di un ragazzo che vive in una cartolina a colori ma si innamora di una ragazza che vive in una cartolina in bianco e nero. Mille giorni di Vito, della regista italiana Elisabetta Pandimiglio, ha ottenuto la menzione come miglior documentario, rappresentando la vita del figlio di una detenuta, costretto a vivere in carcere senza aver mai commesso reati. Migliori corti di animazione sono stati proclamati ex aequo Teclòpolis, dell'argentino Javier Mrad, e Il pianeta perfetto dell'italiano Astutillo Smeriglia. La menzione per il miglior corto sperimentale è andata al croato Plakatkino, di Goran Trbuljak.
Nell’ultima serata del festival, nell’ambito del progetto PerFiducia, sono stati proiettati fuori concorso corti di Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino, e quelli di tre giovani registi da essi sostenuti, Massimiliano Camaiti, Alessandro Celli e Pippo Mezzapesa. Non è mancata una finestra sul cortometraggio prodotto in Sicilia, grazie alle opere messe a disposizione dalla Filmoteca Regionale Siciliana (sezione speciale fuori concorso).