Internationales Videofestival Bochum
Internationales Videofestival Bochum
A partire dal suo debutto, nel 1991, il Videofestival Internazionale di Bochum è cresciuto gradualmente anno dopo anno. Il programma generale, che è stato sempre organizzato principalmente dagli studenti dell’Università di Ruhr, presenta molte tematiche ambiziose e costituisce inoltre un’eccitante sfida vicina alla vita universitaria di ogni giorno.
Luogo di scambio di idee creative per artisti internazionali ed appassionati d’arte, l’evento è una “piattaforma” molto frequentata dalle peculiarità uniche.
Insieme alla competizione internazionale, il Videofestival Internazionale di Bochum presenta vari programmi collaterali come lo speciale sperimentale, musicale e documentario. Sono particolarmente orgogliosi di presentare il “VJ contest” per la settima volta di fila, essendo così l’unico video festival ad offrire una competizione per visual jockeys e performers.
Senza dubbio il Videofestival arricchisce la vita culturale dell’area metropolitana della Ruhr e si è affermato fortemente come una parte vitale di essa.
13 settembre, ore 18, Bambuddha
I corti
A possible end – An homage to Waiting for Godot, Deniz Arslan
Il cinguettio degli uccelli sul fotogramma nero ci prepara a una biforcazione di campagna, con due sentieri che conducono dalla posizione di primo piano allo sfondo, entrambi nel futuro. La composizione dai colori vivaci va dal lussureggiante verde brillante a un piacevole color ocra e a un celeste chiaro: due uomini con un cappello fanno il loro ingresso in questa scena classica.
Angels die in the soil,Babak Amini
Una ragazza curdo-irachena guadagna da vivere per il padre malato vendendo ossa di soldati iracheni avanzate dalla guerra tra Iran e Iraq. Un giorno, di ritorno verso casa, si imbatte in un episodio di terrorismo che coinvolge un soldato americano e tenta di aiutarlo.
La gente ha reazioni differenti in situazioni differenti. Una ragazza deve ora decidere come continuare la sua vita, fare scelte e mostrare inoltre una reazione in una situazione del tutto nuova e strana, che potrebbe essere relativamente difficile per una quattordicenne.
Market Sentiments, Barbara Musil
Il film mostra immagini satellitari di paesaggi. I confini si combinano con musica d’orchestra e mettono in dubbio la natura del possesso e del territorio.
Space Reptile Lewis, Christopher Schilz
“Lewis la lucertola” è un criminale riformato. Non costituendo più una minaccia per la società, egli comincia una nuova vita in armonia con la natura, ma la pace idillica viene presto disturbata: Lewis viene rapito da un alieno e diventa vittima dei suoi strani esperimenti. Lewis riesce a scappare e dopo una lunga odissea finisce su un pianeta remoto. Egli ricade nella delinquenza e diventa un pirata dello spazio. Dopo aver viaggiato per la galassia con la sua ciurma di pirati, ha uno scontro con il precedente inseguitore e alla fine si vendica.
Un brevissimo film sulla mia vita.
“chord” è un’interazione tra danza, musica e colore. Esso tratta dell’autocoscienza e del rapporto con gli altri.
Laia si specchia nel riflesso di un laghetto. Ciò cambia il suo modo di vedere le cose e le persone. All’improvviso, un’altra donna si avvicina dallo sfondo scuro, mettendo Laia a confronto con se stessa, appena prima che una terza donna si unisca al gruppo.
Da un semplice punto di vista tecnico lo schermo della televisione prende vita attraverso un fascio controllato di elettroni nel tubo catodico. Per “Energie!” una scarica incontrollata ad alto voltaggio di circa 30000 volt espone la pellicola fotografica, che viene poi predisposta nel tempo per creare nuovi sistemi visuali dell’organizzazione di elettroni. Sebbene il risultato sia astratto, esso racconta una storia universale più antica del mondo stesso.
Wie Schwefel in der Luft, Kate Jessop
Un cortometraggio sulla fortuna (Stephanie Stremler) e sulla sfortuna (Florian Stetter) e su come queste si incontrano.

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